Il sistema scolastico italiano appare oggi come un organismo complesso e stratificato, risultato di riforme parziali che hanno inciso su singoli aspetti senza mai intervenire sull’architettura complessiva del percorso formativo. Una riforma autentica deve intervenire non solo su ciò che si insegna, ma su quando, come e con quali risorse professionali lo si fa.
Il primo pilastro della riforma riguarda la scuola dell’infanzia, che dovrebbe essere riconosciuta a pieno titolo come parte strutturale del sistema educativo. Il modello “infanzia più uno”, con l’ingresso nel percorso scolastico a sette anni, consentirebbe di rispettare in modo più coerente i tempi di maturazione emotiva, linguistica e cognitiva dei bambini.
Il cuore della proposta è l’istituzione di un ciclo unico di istruzione di base dai 7 ai 16 anni, ottenuto attraverso l’estensione della scuola primaria, il superamento della scuola media come segmento autonomo e l’inclusione del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado all’interno del ciclo di base.
Infine laa proposta prevede una ridefinizione della secondaria in un biennio intensivo e propedeutico, successivo al ciclo di base. Questo biennio costituirebbe una vera cerniera tra istruzione di base e percorsi post-secondari.
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