Vietare gli strumenti digitali o favorirne un uso consapevole e controllato, in classe e in famiglia? Un volume da poco pubblicato prende posizione a favore
della “cittadinanza digitale matura” e contro ogni forma di tecnofobia.
Tre autorevoli studiosi, specializzati in campi disciplinari diversi –
lo psicologo e neuroscienziato Vittorio Gallese, il filosofo e storico
dell’evoluzione tecnologica Stefano Moriggi e il pedagogista e
professore di didattica e tecnologie dell’educazione Pier Cesare
Rivoltella - firmano Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all’educazione, (Raffaello Cortina Editore, 2025). E propongono - vista la pervasività e
l’inarrestabilità delle tecnologie digitali - di non vietare e controllare i
comportamenti digitali dei giovani (“mettere il cellulare sottochiave non serve assolutamente a nulla”) ma di aiutarli passo dopo passo, anche dalla più tenera età, a
padroneggiare i nuovi strumenti.