"Non mi piace diventare amica dei miei alunni, una volta usciti dalla terza media. Non amo sentirli al telefono, scambiarci messaggini. Altre insegnanti sono diverse."
"(...) Ma non è che mi scordino tutti. Con qualcuno rimane una relazione, una preferenza inspiegabile. Ho giovanissime quasi colleghe che sono state mie alunne: lì la solfa cambia, lì si plana in altri territori. Diventiamo due individui, ci incontriamo fuori dalla scuola, in genere partendo da una e-mail o da un incontro casuale e uno scambio di numeri di telefono: ci incontriamo di nuovo e daccapo, come persone, non come prof e alunna. Allora sì. Del resto il mio primo incarico l’ho svolto a fianco della mia amata prof di lettere del liceo, che quel giorno mi disse «dammi del tu, adesso siamo colleghe», e fu un momento bellissimo per me. Sì, ci possiamo conoscere di nuovo, fuori da scuola, ma guai a fare le rimpatriate, per me sarebbe penoso. Quel che succede a scuola resta a scuola, e si può stemperare nel nulla."
In un bell'articolo pubblico su "il Post" Gemma Romano, docente a Milano, riflette su quello che resta degli anni scolastici nella memoria di chi li ha vissuti.