L'immigrazione straniera rappresenta un fattore determinante per la stabilità della popolazione scolastica italiana, grazie alla presenza di minori figli di immigrati, in larga parte nati sul territorio nazionale. Attualmente, Fondazione ISMU ETS - che ha appena pubblica il 31° Rapporto sulle migrazioni - stima la presenza di 930mila alunni con cittadinanza non italiana, iscritti dalle scuole dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado.
il dato
medio dell’incidenza percentuale degli alunni con CNI sul totale della
popolazione scolastica è variato significativamente, passando in venti
anni dal 3,5% all’11,6%, ovvero da più di 3 ad oltre 11 alunni non
italiani ogni 100 studenti. Il 51,7% del totale degli alunni con CNI è
rappresentato da maschi, mentre il restante 48,3% è costituito da
femmine. Sul totale degli iscritti con CNI, il 36,4% frequenta la scuola
primaria, ¼ la scuola secondaria di secondo grado, il 21,5% la scuola
secondaria di primo grado e
il 17,1% la scuola dell’infanzia.
La maggioranza degli studenti con CNI è concentrata nelle regioni settentrionali (Nord Ovest con il 38,3% del totale,
Nord Est con il 25,7%), a seguire frequentano le scuole del Centro (22,1%) e del Mezzogiorno.
Il
sistema scolastico italiano si configura come spazio privilegiato di
incontro interculturale, specchio di una “superdiversità” in cui si
attuano quotidianamente pratiche per l’inclusione formativa delle nuove
generazioni italiane.